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Superbonus 110 per interventi mai realizzati, sequestrati crediti fiscali per oltre 1,9 milioni di euro

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guardia di finanza

Nell’ambito delle indagini dirette dalla locale Procura della Repubblica, il Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria della Guardia di Finanza di Aosta ha eseguito, nella mattinata di giovedì, un decreto di sequestro preventivo per un ammontare di oltre 1,9 milioni di euro, in relazione a crediti fiscali fittiziamente maturati relativi al cd. “Superbonus 110”.

Nel corso delle attività è emersa, ad oggi, la presunta sussistenza di un’associazione a delinquere avente centro nel territorio valdostano, all’interno della quale un architetto e un commercialista, operanti nel capoluogo regionale, si sarebbero associati con gli amministratori di diritto e di fatto di una società di costruzioni di Torino, con funzioni di general contractor, per perpetrare i reati di truffa ai danni di privati, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, di riciclaggio, autoriciclaggio, di false asseverazioni e indebite compensazioni di crediti di imposta.

L’indagine ha tratto origine a seguito della querela sporta dai proprietari di un condominio di Aosta che si sono ritrovati sul proprio cassetto fiscale crediti ceduti, attraverso il meccanismo dello sconto in fattura, a fronte di lavori non ancora eseguiti.

L’architetto aostano risulterebbe aver procacciato clienti interessati al “Superbonus 110”, offrendosi di curare l’iter amministrativo e suggerendo l’impresa che avrebbe effettuato i lavori, rivestendo di fatto molteplici ruoli: direttore dei lavori, responsabile della sicurezza e tecnico asseveratore; le asseverazioni, secondo quanto risulterebbe, avrebbero falsamente attestato l’esecuzione di uno stato di avanzamento dei lavori non corrispondente allo stato dei fatti, e sarebbero state successivamente trasmesse ad ENEA.

Il commercialista avrebbe apposto i visti di conformità che legittimavano l’esistenza dei crediti di imposta, curando la trasmissione all’Agenzia delle Entrate unitamente alla comunicazione della cessione dei crediti dai condòmini al general contractor.

Gli impresari torinesi, secondo l’ipotesi investigativa, emettevano le fatture per mezzo delle quali aveva inizio l’iter di generazione dei crediti, che si è concluso con la cessione di parte stessi ad una società terza corrente in Bra (CN).

Le verifiche eseguite dai militari sono stati rese possibili anche grazie alla collaborazione della locale Agenzia delle Entrate che ha fornito un apporto documentale fondamentale per il buon esito delle attività.

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guardia di finanza

Questo è un articolo pubblicato il 11-04-2024 alle 17:14 sul giornale del 12 aprile 2024 - 50 letture






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